Le grandi riforme in Svizzera raramente arrivano all’improvviso. Maturano lentamente, attraverso anni di discussione politica e di confronto democratico. La decisione dell’8 marzo 2026 sulla tassazione individuale dei coniugi è il risultato di un dibattito che dura da quarant’anni e rappresenta uno di quei momenti in cui il sistema istituzionale svizzero dimostra la propria capacità di evolvere senza strappi. Con il «sì» espresso domenica al principio della tassazione individuale generalizzata, la Svizzera ha scelto di dotarsi di un sistema fiscale più coerente con la società contemporanea. In futuro lo stato civile non avrà più rilevanza per la dichiarazione dei redditi: ogni persona sarà tassata individualmente, indipendentemente dallo stato civile. Per molte coppie sposate con doppio reddito (che da decenni sopportano un carico fiscale più elevato, a livello federale ma anche in diversi Cantoni) questa decisione rappresenta un atteso alleggerimento. Allo stesso tempo, il nuovo sistema promette di ridurre quei disincentivi fiscali che oggi frenano il ritorno al lavoro di molte madri
dopo la nascita dei figli. Il cambiamento approvato dal popolo è tuttavia di ampia portata e richiederà tempo per diventare pienamente operativo. Saranno necessari anni di lavoro legislativo e amministrativo prima che il nuovo modello possa essere applicato in modo uniforme, essendo indispensabile l’implementazione anche nei singoli cantoni. Proprio per questo sorprende che già nella giornata della votazione alcuni esponenti del fronte contrario abbiano iniziato a rimettere sul tavolo proposte che, a mio giudizio, rischiano soprattutto di creare confusione. Si torna infatti a parlare di nuove deduzioni per le coppie con redditi accessori modesti oppure di meccanismi ispirati al vecchio modello dello «splitting» dei redditi tra coniugi. La cosa appare tanto più singolare se si considera che tali proposte provengono da ambienti politici che richiamano spesso il principio del rispetto della volontà popolare. Proprio per questo il risultato uscito dalle urne merita ora di essere applicato con coerenza. La riforma approvata rappresenta una scelta chiara.
Come in ogni cambiamento importante emergeranno questioni tecniche, costi di attuazione e nuovi equilibri tra situazioni più favorevoli e meno favorevoli. Ciò che conta è che la discussione dei prossimi anni parta da un punto fermo: la direzione indicata dal voto popolare, ossia la tassazione individuale. La Svizzera ha dimostrato anche in questa occasione una delle sue qualità istituzionali più preziose: la capacità di modificare la legislazione adattandola all’evoluzione della società, attraverso il confronto democratico e il voto popolare.
Fonte: Corriere del Ticino – 11.03.2026